Ciao vestito verde, ti ho detto e la punta delle orecchie mi è diventata color ciliegia
ciao Gianluca, e ti sei messa a ridere e mi hai messo le mani intorno al collo
intorno al collo, al collo, intorno al collo
abbiamo qualche problema in comune, la tua risata è stonata dall'alcool e i miei occhi sono opachi per le pastiglie-del-sorriso ma il sorriso mi nasce guardandoti e rido con te con la risata del pazzo
hai mollato il tuo ragazzo ma non lo rimpiazzo
sarei pazzo
mi hai sussurato all'orecchio di giocare a scala quaranta, ma non ho mai imparato, potrai perdonarmi? in tutta sincerità pensavo fossi una tipa da poker, capisci? Voilà, ho perso di nuovo, via anche il reggiseno. Potrai mai perdonarmi?
E' che ho sempre creduto che i fiori diventassero merda, senza nemmeno marcire, senza nemmeno sbocciare, diventare merda fumante e repellente proprio come
è successo
a me? a me?
si proprio a me.
e ti meritavi il meglio, la prima classe in treno aereo e il caviale lo sciampagna e un orgasmo clitorideo ogni mattino, e un bel cane un marito di classe due bambini maschio femmina una bella tivù e una casa piena di pareti verdi e fiori sempre in fiore, che ne dici,
ma ora è il SIGNOR-IMMONDIZIA che ti abbraccia, e lo so che ti fa schifo sentire le ossa
(un po' meno del solito)
e che ti farebbe schifo l'odore del vomito e lo sguardo sconvolto dopo il lavoro, non so nemmeno giocare a scala quaranta, COME CAZZO PUOI PRETENDERE CHE POSSA ESSERE ANCORA IO?
Ricordo solo le regole del Nascondino, ma in due non si può giocare.
O forse sì.
Io conto fino a dieci mila.
Tu scappa lontano.
E' una noia mortale, la mia vita è una cancrena, nera, putrefacente, puzzolente, e per di più mi sono slogato la caviglia sinistra e zoppico come un deficiente.
Bestemmio ogni cinque minuti, e la mia faccia è un dipinto astratto di smorfie di vario genere.
Sono andato dal medico e quello prima di mandarmi a fare dei raggi per vedere se mi ero sfracellato l'osso ha passato mezz'ora a ordinarmi di prendere dei beveroni costituenti da bambino del Biafra. Scommetto che se fossi stato alto cinquanta centimetri di meno avrebbe tirato fuori da una tasca l'olio di fegato di merluzzo obbligandomi a trangugiarlo davanti a lui.
Comunque sono andato a farmi controllare la caviglia e a fare tremila miliardi di raggi raggi x raggiscopie per scoprire che è solo slogata e devo tenerla fasciata e per camminare devo saltellare come un canguro.
Sono un altissimo sacco d'ossa scricchiolante e zoppicante
me la daresti una moneta?
Mia madre, quel maledetto alligatore, mi circuisce peggio di prima, ora che sono un povero invalido infierisce ancora maggiormente su di me. Ma io le rispondo con un sorriso deliziato e un battito di ciglia da cartone animato.
Mi odia ancora di più da quando ha trovato un quadro che dipinsi quest'estate dopo aver vomitato anche l'anima, un quadro che raffigurava il suo ritratto invecchiato di trent'anni.
Che goduria dipingerle quelle rughe, la pelle vecchia e schifosa, i capelli radi e a ciocche bianchi e grigiastri, e lo stesso sguardo da troia.
Sempre con lo sguardo accigliato e nero apriva le sue labbra strette e diceva
<< Se non sai le tabelline a memoria significa che sei uguale a tuo padre. >> e avevo sette anni
<< Giancarlo sei un fallimento cosa dirai ai tuoi figli? Ma un nipote non me lo darai mai, nessuna donna vorrebbe un peso come te.>> e avevo dodici anni
un peso come te
un peso come te
un peso come me.
vorrei tendere la mano a qualcuno che è in lacrime
vorrei aiutare, una volta tanto.
vorrei dare tutto me stesso per uno sconosciuto, a cui tenderei una mano e gli direi
non ti preoccupare di niente, ora ci sono io
hai bisogno di soldi? svaligerò una banca per te
ti è morto qualcuno? seguirò con te il lutto
la tua donna ti ha tradito? la ucciderò
darei tutto me stesso
per tendere la mano ad uno sconosciuto in lacrime
voglio sentire il sollievo della gratitudine.
Dentro di me si scioglie ogni convinzione.
E' come se la mia anima, deliziosa ed effimera, picchiasse con pugni sgraziati sulla mia cassa toracica.
Li chiamano attacchi di panico.
Sento qualcosa che mi mangia il cervello, come un gerbillo addenta il formaggio leccandosi le labbra con aria luciferina. Ho sbagliato? Sto diventando banale.
Mi preoccupo: ho smesso di ostentare il mio corpo.
Le mie ginocchia ossute vengono celate da un paio di jeans di diverse taglie più larghi.
Un maglione pesante per coprirmi, guanti troppo viola per uscire.
Ma sul mio letto, ogni sera, completamente
svestito
mi rannicchio in posizione fetale, chiudo le palpebre, e penso al vuoto.
Sento il telefono squillare mille centomila volte: non rispondo.
Ho lasciato la mia pantera nera, perchè sono un'egoista fottuto del cazzo e non riuesco ad avere una relazione stabile e decente specie se con un'esemplare superbo di femmina che tentava di iniettarmi miele con le sue parole flautate.
Non rispondo.
Ieri, divertente siparietto avvenuto tra me e un mio collega.
< Sei molto magro..>
< E tu sei molto imbecille.>

La mia ragazza è nigeriana
ed è petrolio nero e prezioso
penso sia un po' maga
l'altra sera ero nella mia camera seduto per terra che piangevo
e lei senza saperlo mi ha chiamato dicendo senza che io parlassi
Non devi essere triste
e ha riattaccato
La mia ragazza è nigeriana
e sa sempre quando ridere e quando sorridere
e le rare volte che qualcuno le urla sporca negra
lei li incenerisce con quel suo sguardo pregno di pietà
e poi mi dice
Non ti scaldare.
La mia ragazza è nigeriana
ed è una regina quando si veste di blu
ha una pelle che sa di latte
la sua pelle è l'unico cioccolato che posso permettermi
lei mi dice
Mangiami.
La mia ragazza è nigeriana
ma non le ho mai detto che la amo
anche se
Il mio cuore diventa saette quando rimbalza col suo
Se cercate un fatto
io ve lo darò.
Gli Unni han vita corta,
chi vivrà, vedrà.
E anche se voi siete deboli
lavoreremo ancor di più.
Si vedrà l’uomo che non sei tu.
La foresta è calma,
ma nasconde in sé
mille e più minacce.
Vi trasformerò
fino a far di voi degli uomini
sempre pronti a tutto e poi
degli eroi, come me, anche voi.
-Davvero non ne posso più.
-Qui ci lascerò le penne.
-Oh, ma che schifo[...]
-Così li distruggerà
-Spero che non se ne accorga
-Di nuotare non sarò capace mai
E sarai veloce come è veloce il vento.
E sarai un uomo vero senza timori.
E sarai potente come un vulcano attivo.
Quell’uomo sarai che adesso non sei tu.
Manca poco tempo,
gli Unni ormai son qui.
Sopravviverete,
spero ma non so.
Io combatterò, ma senza voi,
quindi va, non servi più:
l’uomo che cerco io non sei tu.
E sarai veloce come è veloce il vento.
E sarai un uomo vero senza timori.
E sarai potente come un vulcano attivo.
Quell’uomo sarai che adesso non sei tu.
VOGLIO ESPLODERE VOGLIO ESPLODERE
VOGLIO ESPLODERE
portati le dita alla bocca con lussuria fanciullesca
ti sorriderò accondiscendenza
sono caduto di nuovo.